il lungo viaggio
il pensiero fisso che assorbiva prepotentemente ogni mia energia, da giorni e mesi. la notte si insinuava nel sonno con sembianze mostruose: incubi e sudore freddo! non ce la facevo più; avevo bisogno di risposte per sciogliere il sale del dubbio su ferite, purtroppo, ancora aperte!
decisi che avrei nuovamente cercato la mia guida: il grande maestro.
così feci, per giorni e giorni, instancabilmente, per ogni dove l'umana conoscenza ha allungato le sue ombre!
seguendo il filo argenteo, flebile scia che il maestro mi donò nella sua visualizzazione, la luce di ora in ora diveniva più intensa: segno inequivocabile che la direzione del cammino era quella giusta.
infine al tramonto del settimo giorno, lo trovai.
riconobbi il suo corpo mortale esattamente corrispondente all'immagine stampata nella mia mente.
là, sulla sua poderosa cavalcatura col busto eretto, il mento proteso, le gambe saldamente ancorate ai laccetti dei pedali, e lo sguardo che scrutava ben oltre il limite del grande specchio in fondo alla sala.
già sapevo che suo malgrado si era allontanato dalla pratica del kung fu, wushù e del YiJinJing a causa del livello di perfezione assoluta che aveva raggiunto, e per il quale non era possibile ulteriore miglioramento. di contro aveva unito a doppio filo indissolubile la propria esistenza alla pratica dello spinning.
sì, dopo tanti anni lo avevo nuovamente lì davanti a me.
non un parola, non un gesto di saluto! con un cenno degli occhi mi fece capire che dovevo conferire senza alcuna cerimonia sul motivo che mi aveva spinto in questo lungo viaggio.
ora le emozioni si annodavano nella gola e a stento, e solo prendendo aria più volte riuscii ad articolare poche, semplici ed incerte parole:
- "maestro, solo adesso, di fronte alla vostra grandezza mi accorgo che i miei opinabili problemi sono batuffoli smarriti nel grembo della grande foresta. giacchè infine comprendo quanto sia stupido cercare risposte alle ipertrofiche creature della mia povera mente nella vostra infinita saggezza, e però in ognicaso..."
il maestro si voltò, sollevando lentamente il braccio dal manubrio in segno che aveva già udito abbastanza:
- "vedi, mio caro, fedele e privilegiato adepto, il destino di un uomo non si compie in un giorno, ma nell'arco di una vita, e così come nell'unicità del colore verde delle foglie di vite ad ottobre, tu non puoi esimerti dalla condanna degli uomini costretti a vivere nel mondo dell'imperfezione, dove ogni calice è sempre troppo piccolo per contenere l'acqua necessaria a placare la sete, e la razione di cervo bollito troppo scarsa a pargone della fame!"
ora và! ricorda sempre il primo insegnamento delle tavole eterne:
"di gambe ne hai due mentre di occhi soltanto due"
indi il viaggio si concluse; un viaggio con partenza e arrivo coincidenti.
in tutti i viaggi arrivo e partenza coincidono; quello che fa la differenza sono i panni sporchi in valigia.
- "certe partite non si possono vincere, si può solo provare a limitare i danni!"
- ...perchè sostengo questa "assurda ipotesi"?
- ...vuoi sapere perchè?
- bene, ammettiamo che per me non sia vero che tutto dipende dal punto di vista!
- ammettiamo che per me esista un vero e un falso, o quantomeno un 'più corretto' e un 'meno corretto', un giusto e un meno giusto, un bene e un meno bene...
- ammettiamo che per me il fatto che "così è più comodo" non sia di per se un buon motivo...
- ammettiamo che secondo me la verità si riveli a chi c'ha voglia di vederla e poi farci i conti.
- ammettiamo che secondo me la verità te la sbattano in faccia in tutti i modi e alla fine la devi vedere per forza; nei segni del cielo, nelle foglioline degli alberi mossi dal vento... ovunque! forse anche scritto fra le righe del menù della pizzeria in cui abbiamo cenato stasera...
- detto questo, vuoi sapere perchè?
perchè qua non si servono le mezze porzioni!
questo dissi prima di uscire di scena, al mio solito, in punta di piedi, prima dei titoli di coda!
lei non ci capì molto: dopo il secondo 'ammettiamo' si era distratta...
avevo iniziato a vivere da solo (mantenuto s'intende).
senza i genitori tra i piedi le uniche preoccupazioni erano: evitare l'anziano vicino, persona squisita, completamente sordo, e il mercoledì sera spostare la macchina per la pulizia della strada!
per il vicino avevo studiato vincenti strategie, per la macchina... una bega!
andavo solo in moto ma impiegai 2 anni... 52 mercoledì x 2 = 104 mercoledì per realizzare che non avevo bisogno di una macchina!
per evitare di girellare per ore andavo dritto al parcheggio del liceo a 2 chilometri da casa, poi:
"...tanto domani si va a suonare nella stanzina e mi fo venire a prendere dal niccolino!".
dopo le prove riportavo la macchina sotto casa e lì rimaneva fino al mercoledì successivo!
ero artista, facevo vita da artista: la notte a scrivere canzoni, la mattina con l'apertura della serranda del bar andavo a letto.
il tragitto dei 2 chilometri a piedi del mercoledì era l'unico contatto con quel mondo parallelo e le faccende dei suoi abitanti.
una passeggiata, una via di mezzo fra rito ed un film; la gente che cammina, le luci dei negozi, i cappotti, gli l'ombrelli...
io non appartenevo a quel mondo, non condividevo niente:
i loro bisogni e i loro sogni non erano i miei bisogni e i miei sogni; io ero... un passante!
al forno facevo il gioco del: "facciamo finta di essere una persona normale!"
"vediamo se mi scopre... vediamo se se ne accorge..."
compravo la pizza...
l'odore del forno, la fame e... gli occhi verdi della commessa!
occhi grandi, immensi! occhi... distratti!
non si è mai accorta di me, non si è mai accorta del mio mondo, della mia arte!
vanto e orgoglio per le mie doti di mimetizzazione!
- maudit -
suonava...
suonava per se e per i puri che semplicemente si nutrivano nel piacere dell'ascolto; coloro che che si scaldavano nei suoni morbidi e pastosi delle sue melodie, nei guizzi, nei contrasti, nelle invenzioni;
non suonava per altri!
dopo s'intratteneva a lungo a parlare della sua musica con chi era attratto dalla sua fama.
lui invece era prevalentemente attratto dalle belle donne che sgomitavano per farsi avanti fin sotto il palco;
diceva che la donna della sua vita l'avrebbe conosciuta dopo un concerto:
"dovrà essere bellissima, dovrà essere colpo di fulmine! saprò che è lei perchè sarà sorda!"
non era propriamente "uomo da palco", si sedeva un po' defilato col sassofono fra le gambe facendo attenzione prima di tutto a non disturbare.
il suo mansionario consisteva nel riempire i silenzi in eccesso.
la sua tecnica nell'essere quanto più possibile preciso ed ordinato nel riversare fuori, attraverso quel tubo d'ottone, la parte più interessante dell'aria che aveva nei polmoni.
svolgeva il suo compito sempre al massimo, con concentrazione ed accuratezza;
suonando guardava in basso, dentro di se; attraverso le vibrazioni dell'aria percepiva l'energia dello spazio attorno e l'essenza degli spiriti affini che stavano ascoltando.
solo alla fine alzava gli occhi per vedere il suo pubblico.
così chiudeva la sua arte.
sorridendo, oppure no. salutando oppure no. incitando chi urlava o in silenzio assoluto.
camminando su e giù con quel tubo in mano sembrava un idraulico, un meccanico!
in quel momento era uomo, solo uomo, felice o scoglionato, affamato, arrapato...
la cosa che più lo infastidiva era quando qualche sprovveduta in estasi rimaneva lì con gli altri.
pensava:
- "che cazzo vuoi? non lo vedi? l'artista se n'è andato! sono rimasto solo io, il custode di questo corpo, levati dai coglioni!"
la pelle che separa i corpi abitati da anime troppo simili è sottile, fragile, basta niente per farsi molto male!
e... panico! il panico per uno spazio sconfinato nella luce degli occhi di un'anima che desidererebbe ancora, ancora di più... molto, troppo di più!
- "amore... versamela più su, lungo il collo!" disse m. alla sua meravigliosa compagna seduta dietro di lui nella grande vasca scavata nella roccia.
lei, lentamente, versando acqua calda che prendeva nel palmo della mano, gli accarezzava le spalle, mentre con l'altra, facendo attenzione che non si bagnassero troppo, gli sorreggeva i lunghi capelli che lei diceva di adorare più di ogni altra cosa al mondo.
il movimento leggero e i deboli contorni disegnati dalla luce di una luna al primo quarto scomparivano nei fumi del vapore strapazzato dal vento.
al contrario, nel silenzio assoluto di quella notte glaciale, emergevano affilati come lame i pensieri di lei;
sì, era sincera, e sincere erano le sue carezze: quanto affetto, stima e riconoscenza verso quell'uomo dolce, sensibile e premuroso, ma... dopo tutto quel tempo... che noia! desiderava qualcosa, forse in cuor suo già amava qualcuno... un pensiero che le girava intorno come una mosca molesta... un pensiero legato a parole non dette, forse suggerite, evocate, sussurrate, accennate...
d'un tratto ebbe un sussulto: le parve che nel silenzio il rumore dei pensieri che le trivellavano il cervello potessero inondare la vallata.
una scossa la sciolse dal torpore del sogno. si bagnò la fronte come per lavare il desiderio di qualcosa che "non si può" e la bocca per placare la sua sete di vita. disse:
- "allora... di', hai parlato stamani con l'amministratore?"
- "ehm..."
- "no?..."
- "no..."
- "no, perchè vorrei farti presente anche oggi la figlia piccina dei tanzi, ha scagliato la merendina al cioccolato di sotto dal terrazzo sulla nostra tenda... i piccioni poi hanno fatto il resto! ma a te che ti frega... che sarà mai... cioccolato e cacchette... TANTO PULISCO IO! invece (per cambiare) il carissimo dottor forastinchi... così cortese... buongiorno-buonasera... anche stamani ha parcheggiato la sua macchina nuova ben oltre il limite di demarcazione all'interno della nostra area-sosta... capirai... con quella pagoda di macchina che si son presi... e non gli bastava una macchina normale... noooo!!! capirai: paga papà..."
- "eh, eh..."
- "beh... cos'hai da ridacchiare?"
- "no... niente!"
- "come niente... adesso me lo dici!!"
- "no, niente... giuro!"
- "GIANM. DIMMELO!!! ADESSO!!! SAI CHE NON TOLLERO CHE FRA MOGLIE E MARITO CI SI NASCONDANO LE COSE!!!"
- "ma no... niente... le bollicine... ho fatto una scureggetta..."
- "GIANM. CHE SCHIFO! SEI UN MOSTRO!!!! HAI ROVINATO LA NOSTRA NOTTE DI CAPODANNO!!!"
lo spirito del natale…
pensavo...
quest'anno il grande spirito si sveglia incazzato nero, urlando come una bestia verso tutti gli uomini pidocchiosi abitanti del pianeta:
- "uomini, siete la muffa, il calcare del mondo… adesso vi ripulisco con un colpo di spugna e viacal!"
gli uomini, tutti, piangendo e disperandosi si abbracciano stretti l'un con l'altro…
e allora il grande spirito sopraffatto dall'emozione della scena pensa:
- "è natale! … e che cazzo, proprio oggi mi devo mettere a fare le pulizie?"
allora gli uomini salvi e rincuorati finalmente capiscono che uniti si vince, vivendo in pace e armonia, amandosi, per sempre!
io lo spirito del natale lo sento poco!
lo dico tutti gli anni… con rammarico!
mi piacerebbe addolcire un po' la mia vita scarna e almeno per natale ricoprire di gommapiuma e carta argentata gli spigoli in cui sbatto ogni giorno… abbandonarmi alla corrente del fiume, ma senza annaspare per non finire con la testa sotto…
ma io lo spirito del natale lo sento poco… e mi rammarico!
vorrei un segno… ma uno vero!
perché qua è tutto finto… tutti corrono, ma senza una meta, senza guida, nell'indifferenza, nell'individualismo così spinto che diventa autolesionismo!
qua è tutto finto, è così evidente: lo sanno tutti… e tutti fanno finta di niente!
l'altro giorno uscendo dal supermercato pieno di gente, avevo una sacca bella pesa sulla schiena che tenevo a tracolla con una mano, col gomito alzato.
improvvisamente un ipercinetico "babbo-adecco-natale" ha sbattuto (non forte) contro il mio gomito e ha bestemmiato!
mi sono scusato, ma mi veniva un po' da ridere, sia per l'aspetto di questo ragazzetto che con la faccia scavata e i movimenti nervosi non assomigliava al classico babbo natale, sia e soprattutto per la bestemmia…
poi, farfugliando tra i denti un 'fanculo si è allontanato.
delle 50 comparse che hanno attraversato la scena in quel momento, nessuno si è accorto di niente…
forse perché… non è successo niente e la gente come me continua ad andare avanti nell'attesa di un segnale…
- "cogliendo l'occasione per avvertire la spettabile clientela che presso il reparto forno sono disponibili le pizze da asporto, vi auguriamo buon natale!"
ai tempi del liceo il toschini era un ragazzetto un po' gobbino col capello tagliato antico, il collo proteso in avanti, gli incisivi accavallati, e le spalle non più larghe di una gruccia per pantaloni.
contrariamente a questo aspetto da inoffensivo uccellino migratore disorientato, il toschini era un ragazzetto sicuro di se;
con molta sicurezza incarnava e ostentava il modello di giovanottino vincente!
non era l'unico e nenche il più patologico; in fondo sarebbe stato un semplice bischerello gasato qualsiasi che con du zuppe si rimetteva in riga, se non che...
nessuno ha mai capito come sia potuto accadere...
dice che l'amore è cieco...
insomma si mise con la barbara: un angelo! bellissima, simpatica, sempre allegra...
era perennemente avvolta da una nuvola di corteggiatori;
fra tutti, scelse lui!
la barbara era l'amica della mia fidanzatina dell'epoca e mi toccò per un anno che una volta alla settimana, se non di più si usciva in doppia coppia con il toschini!
apparte l'oscenità della doppia coppia, che però per realizzare che mi faceva cagare ci volle ancora qualche tempo, la cosa che mi faceva schifo di quel ridicolo pallone gonfiato era che, stando vicino ad una creatura divina di cotal splendore, avrebbe duvuto imparare, prendendola a modello, ad essere più semplice e spontaneo!
invece... l'opposto!
ogni volta nei "momenti di intesa maschile" non faceva altro che sminuire la sua ragazza:
"che vuoi... oramai m'è toccata!"
certo, lui avrebbe meritato ben altro! questo il suo insindacabile giudizio che giustificava pienamente l'atteggiamento di sufficienza che aveva con lei!
la verità storica è il giudizio unanime, un solo coro, un solo, lungo e partecipato applauso di amici e antichi e fedeli corteggiatori che si alzò congiuntamente al cartellino rosso col quale finalmente la barbara smaterializzò il toschini!
ieri all'aperitivo in uno dei locali dove c'è bbellaggente, nella consolle a fare il digei, muovendo il collino avanti e indietro a ritmo, con le cuffiette sul testino col capello antico ma ingelatinato, e le spalle non più larghe di una gruccia da pantaloni ma gonfiate di anabolizzanti...
tah-dah... il toschini!!!
sempre uguale con quell'aspetto inoffensivo e il dentino sovrammesso; m'ha fatto ridere!
l'idea di fare il dj all'aperitivo m'è sembrata geniale! ci vuole una bella capacità di autoironia, perchè chi fa il dj in quei posti è il peggio! ...mettere musica a chi la musica gli da noia perchè è lì per attaccar bottone e per mangiare robaccia fredda e indigesta perchè a casa non ha un cazzo in frigo...
"ma sei scemo... che ci fai qui? alla tu età ancora a metter i dischi... in questo posto di sfigati?"
"sto meglio ora che vent'anni fa! sto con la gente, faccio divertire la gente, faccio ballare la gente! puro divertimento... sai per staccare un po'... a lavoro... incarico semi-dirigenziale... bla.bla... responsabilità... bla...bla... viaggi...."
ridi e scherza... s'è preso una bella zuppa nel collo...
"oh toschini... e un son più giovane... certe snervanze un mi fanno bene per niente!"
anche andrea aveva bevuto non poco e questo probabilmente è il motivo del suo filosofeggiamento sul toschini;
nel corso della vita ci sono tante piene; alcune lasciano depositate sulle sponde dei tesori. l'uomo che abita sulla sponda pensa:
"tutto questo è mio, perchè l'ho meritato!"
sennonchè la piena successiva rispazza via ognicosa.
bah... a me a dire il vero mi pareva che sta cosa l'avesse scritta hermann hesse, ma dopotutto chi l'ha detta conta poco: resta una grande verità!
Gemelli (21 maggio - 20 giugno)
Le ultime gocce rimaste nel tuo calice stanno per evaporare. Nella lussuosa piscina coperta dei tuoi sogni è rimasta solo l'acqua sufficiente per tenere a galla un insetto. Ed è troppo tempo che non spalanchi le braccia e chiudi i pugni in un gesto di imperiosa e trepidante attesa. Cosa intendi fare in proposito, Gemelli? Ecco cosa ti suggerisco io: FAI IL PIENO! Ps: anche il serbatoio della macchina volante che a volte usi nei tuoi sogni è a secco.
premesso che la mia macchina per fare i voli ha da rimanere a secco poichè da secoli non faccio uso di sostanze stupefacenti, mai preso psicofarmaci e da qualche settimana nenche bevo alcunchè di alcolico...
è proprio vero: il mio terreno emozionale è il sahara!
fortuna che ho imparato ad accontentarmi di veramente poco:
se c'è acqua sufficiente per un insetto basta anche a me!
però... però...
è tanto che non faccio bei sogni...
...ecco: un bel sogno erotico!
una notte di sesso sfrenatamente godurioso con la nuova collega!
la mattina arrivo a lavoro in ritardo e a riunione già iniziata.
faccio cenno che ho da fare, non mi siedo.
flemmaticamente apro la tasca grande sulla coscia dei pantaloni militari, estraggo il reggiseno che ella 'distrattamente' ha scordato nel mio letto e glielo lancio dall'altra parte del tavolo:
- "bella gente, ho delle cosette urgenti da sbrigare... e tu... dove stavi con la testa stamani?"
altro che sogni; la triste realtà è che ho la febbre e mi fa anche parecchio male la pancia... di VENERDI'... porc....!!!
Gemelli (21 maggio - 20 giugno)
Sei un po' fuori fase in questi giorni, Gemelli. Ma non ti preoccupare: è la reazione naturale agli avvenimenti degli ultimi tempi. Per fortuna c'è una cura che ti rimetterà subito in sesto. Non devi fare altro che passare un po' di tempo a contatto con la natura. Una lunga passeggiata dovrebbe bastare, anche se per essere assolutamente sicuro di liberarti dei parassiti psichici che ti tormentano, due lunghe passeggiate sarebbero meglio. Per favorire l'esorcismo e la guarigione, ti consiglio di cantare e urlare al vento i tuoi pensieri più folli mentre vaghi per gli spazi aperti. Se non riesci a fuggire in un luogo solitario, fai almeno un picnic nel parco.
sfasato? sfavato? svasato? bah... non mi pare... non particolarmente!
a me a fare le passeggiate mi sta sulle balle!
m'annoio!
non mi piace raccogliere le castagnine: mi viene il nervo!
i funghi non li so riconoscere!
l'erbette...
insomma: il bosco non mi piace!
l'autunno non mi piace!
cadono le foglie: foglie morte!
cadono i capelli... morti! chi lo sa se poi ricrescano...
quanti ne ricresceranno?
la vittoria della forza di gravità, la disgregazione... entropia!
sì, eccomi qua!
quasi vecchio, seduto al parco.
a guardare l'ultima foglia
che cade unendosi alle altre cadute.
poi...
una bella ragazza
il roseo carnato della bocca che sputa il roseo ciuingam
cadendo si unisce alle foglie cadute!
...l'autunno!
pensieri che vertiginosamente precipitano già oltre
al buio dell'inverno, al senso di vuoto del natale,
inciampano sulle nostalgie di quelle due o tre donnette
che in gioventù hanno potuto o voluto scrivere un pezzo di vita incrociata alla mia;
magari non un libro tipo "un omo" dell'orianafallaci...
magari un capitolo...
un paragrafo, un sms di 30 caratteri...
poi si procede per la propria strada...
alla ricerca di una pace interiore...
anche se ciò dovesse significare solitudine...
e infatti, immancabilmente si trova...
la solitudine!
ma va bene così perchè: "in fondo è quello che volevo!"
sfasato? sfavato? svasato? bah... non mi pare... non particolarmente!
anzi...
ora però vo a mettere a letto i miei parassiti psichici perchè questa passeggiata li ha stancati, poverelli!
lo sanno tutti!
tutti quelli che mi conoscono sanno che
spesso vado a correre sull'arno perchè
correre mi piace, correre fa bene, mi rilassa
pochi sanno della mia sfida col treno;
chi taglia prima il ponte di ferro ha vinto!
il fatto che il treno vada molto forte non è irrilevante...
quanto io riesca a correre forte non è irrilevante...
ma quello che conta veramente è essere nel momento giusto!
la regola è che non si può fermarsi ad aspettare.
questo comporta che non sia possibile prevedere come e quando ci sarà una sfida;
semplicemente... ogni tanto... capita!
il treno non si vede arrivare...
sbuca all'improvviso!
il rumore si sente solo un attimo prima...
troppo tardi!
si può solo sperare di percepirne l'arrivo, senza fretta, senza ansia:
lasciare che sia l'elettricità dell'aria a decidere la velocità del passo
essere lì per poter scattare un attimo infinitesimale prima!
il ponte della ferrovia si tinge delle stagioni, ma i suoi colori ingannano:
colori e forme trasformano la percezione in contemplazione. in questo caso, con molta probabilità allo scatto mancherà quel qualcosa per vincere!
il treno passa sopra, io sotto: se si fosse al solito livello avrei urtato su un muro di vagoni!
sulla testa lo sferraglio delle ruote è il boato dello stadio quando segna la squadra avversaria!
corro serenamente, lo avverto, accelero, lo sento, scatto, lo vedo...
sì... sì... sì... DAI!!
proprio sul centro mi volto, lui è lì che spinge a tutta con gli occhi chiusi e gli orecchi bassi...
- "ciao bello, baciami il culo!"
e sento il suo vento dietro le spalle
pochi lo sanno, e non so se da fuori si vede, ma io sono felice! (sigla)
il conformismo è una qualità dell'uomo che la selezione naturale ha sviluppato in chissà quanti anni...
il conformismo è utile alla specie umana perchè il singolo omologa il suo comportamento con quello del branco;
per questo si può dire che il conformismo è alla base della vita sociale!
l'anticonformismo pure è utile al branco, perchè colui che non accetta in pieno il dictat e intraprende una via individuale, accresce la conoscenza del gruppo;
l'anticonformista si addentra nel bosco proibito, dopo 500 metri cade nelle sabbie-mobili e muore.
grazie alle acquisizioni dell'anticonformista il limite di sicurezza del bosco proibito aumenta di 499 metri!
non è un caso e non è una contraddizione che una qualità e il suo contrario siano utili alla razza umana;
se si considera come e in quanti scenari e contesti possibili si sono sviluppate le qualità umane, ci si rende conto che persone, in particolare donne facenti parte della categoria "perle-di-labuan", caratterizzate da pensieri e atteggiamenti apparentemente contraddittori sono candidamente il risultato dell'evoluzione darwiniana!
- ti senti un supereroe, ma ti caghi addosso se uno ti fa "buh!"?
è normale! probabilmente nel tuo albero genealogico vi erano alcuni avi molto coraggiosi ed altri molto abili nell'evitare i pericoli!
- per te nella vita conta solo l'Amore, quello con la "A MAIUSCOLA", ma la dai a cani e porci perchè ti piace troppo trombare?
semplicemente una tua bis-bis-bis-biszia sarà stata una vergine vestale e una tua pro-bis-bisnonna una zoccola!
l'evoluzione della specie è una cosa molto complessa: se uno ti accusa di essere incoerente vuol dire che è ignorante, limitato e presuntuoso!
per ogni vitù vi sono i virtuosi e fra i virtuosi il campione di virtuosismo!
il campione di conformismo è cristiano militello!
ma questo lo racconto domani... o domallattro...
ho sognato che avevo portato in gita i mi grulli in un posto religioso...
un monastero? un eremo? la sagrada familia?
il posto distava solo un paio d'ore di macchina da firenze e io non riuscivo a capacitarmi del perchè non ci fossi mai andato prima a visitare questo posto meraviglioso.
bellissimo! il luogo trasmetteva una vera sensazione di serenità.
camminavo lungo il percorso interno che portava in cima all'edificio, osservavo e scattavo molte foto, fino quasi all'estasi attraversando il camminamento sospeso nel punto più alto dell'edificio, dalle cui grandi finestre si vedeva un meraviglioso panorama.
proseguendo ancora, l'attenzione veniva catalizzata dal "pozzo di luce". all'inizio non si capiva bene, si vedeva solo l'imbocco di qualcosa di simile ad una scalinata piena di luci tremolanti.
mi dicono che queste luci sono grandi candele; il pozzo di luce è famoso: tutti (tranne me) lo conoscono!
tutti tranquillamente ci si buttano, io non so cos'è, cosa si deve fare.
avvicinandomi però mi accorgo che non ho alcuna paura, ho voglia di buttarmi, naturalmente, senza correre.
mi rendo conto che la macchina fotografica non mi servirà a niente e la metto via. non si tratta di vedere, ma di sentire! faccio una battuta e rido da solo:
"quando il saggio ti mostra le sue foto migliori, lo stolto chiede che memory card usa"
mi butto. mi ritrovo immerso in uno spazio senza gravità, con rumori ovattati... come quando si fa il morto al mare.
ovunque ci sono grandi candele attaccate a delle corde come se fossero trapezi. prendendo la candela al centro si rimane in equilibrio, spostando la mano verso un'estremità la corda cede lentamente e da una leggera spinta verso il basso, verso un'altra candela.
i più esperti si spostano rapidamente lanciandosi tipo tarzan direttamente dalle estremità delle candele, ma anche in questo caso il movimento risulta sempre molto fluido.
avevo imparato subito a muovermi: una cosa innata, totalmente inspiegabile, che non occorreva spiegare data la sua natura straordinariamente sovrannaturale.
io ero in uno stato di beatitudine totale, nessuno mi correva dietro e avevo deciso di calare molto lentamente. afferravo le candele ben al centro e spostavo piano la mano verso i bordi in modo da produrre un movimento lento e armonico.
alcune candele sembravano vecchie di centinaia di anni, altre più nuove e bianche.
ad un certo punto penso che devo riemergere; è tantissimo che sono là a farmi completamente i cazzi miei. mi viene in mente che anche se siamo in gita sto lavorando, che in quel posto il telefono non piglia e se qualcuno mi sta cercando bonanotte.
cerco il telefono per vedere che ore sono, mi sveglio.
il sogno finisce.
fuori posti non ce ne sono... andiamo dentro...
...
...
... guarda...
siedo al tavolo... là fuori c'è...
che faccio? mi avrà visto? un saluto?
ah, si è liberato un posto fuori... ok così si risolve il problema: l'incrocio di sicuro!
il tavolo vuoto invece è proprio il suo!
nel bicchire c'è ancora del ghiaccio, sul bordo vedo con precisione la forma della sua bocca...
la sua bella bocca... quanto mi piaceva!
passo un dito sul bicchiere, inizia il film...
le nostre uscite erano fatte di dialoghi lenti, parole dilatate in un tempo surreale, che poi in solitudine ripercorrevo col pensiero tante e tante volte;
la fine di ogni serata con la voce dello stomaco che urlava strozzata: "ancora! ancora!" e la voce della bocca... il solito laconico: "beh... allora ciao! alla prossima!"
quanto fascino e dolcezza in quel sorriso, nei suoi sguardi profondi e limpidi... mi ci perdevo!
in quei momenti non esisteva altro che lei!
mettevo molta attenzione: curavo i dettagli degli appuntamenti, mi piaceva essere sempre al top e mi piaceva portarla nei posti più belli e più romantici! il piacere lo provavo solo mentre l'organizzavo, perchè con lei non vedevo altro che i suoi occhi e la sua bocca...
ero innamorato!
lei lo sapeva, e non perchè l'avesse intuito da chissacchecosa, ma perchè semplicemente glielo avevo detto... anzi: glielo avevo scritto!
io aspettavo una risposta... avrei voluto una tipica, banale risposta... tipo:
"anch'io!"
... o qualcosa del genere... c'avevo messo l'anima in quelle poche righe... friggevo!
ma lei ... niente! nè una parola, nè una smorfia... possibile?
sostenere lo sguardo diventava un casino, sentivo andare via le gambe!
pensavo: "se non mi dice niente vuol dire che avevo preso un abbaglio, avevo lavorato di immaginazione: non le interessavo e non aveva il coraggio di dirmelo!"
beh... io sono pronto a morire: uccidimi, ma non col tuo silenzio!
erano i primi di febbraio, con lo spirito del kamikaze le chiedo se vuol passare con me il san valentino a porto venere...
lei sorride, accetta, l'aereo s'impenna e di nuovo prende quota!
a porto venere c'ero stato solo una volta anni prima con la mia ex del tempo che una sera mi disse:
- "giacomo, devi assolutamente vedere il posto dove mi ha portata ieri quel mio amico di cui ti ho parlato!..."
e difatti mi ci portò in una serata romanticissima... in cui, cordialmente e con riconoscenza, trangugiai ettolitri di veleno della gelosia pensando che ero lì, in quel posto meraviglioso, grazie a vattelappescachi che la sera prima prima c'aveva portato la mi donna!
beh.. insomma era l'occasione per togliere l'ombra d'amaro a quel posto... e magari proprio con il primo bacio di questo nuovo amore nella grotta di byron!
due interminabili settimane da attendere prima del fatidico san valentino!
avevo perso il capo: non riuscivo a pensare ad altro... non erano pensieri sereni... un macello: neanche di notte... i sogni...
giunse infine il giorno. non ero io; nervi a pezzi... distrutto! avrei voluto farmi una canna, ubriacarmi, ma dovevo guidare!
finalmente, dopo cena, lentamente, molto lentamente, ella mi disse:
- mi piaci... mi piace stare con te... sono fortemente attratta da te... però ti devo informare che io ho già conosciuto quello che avrei voluto fosse stato l'uomo della mia vita. per motivi che non dipendono da me, non posso vivere questa storia... questo però non significa che non possa più avere altre storie...
non la rividi più, non volli più vederla, preferii soffrire mesi in devastante solitudine...
beh... però stasera un salutino avresti potuto anche farmelo... d'accordo l'imbarazzo, ma andare via così...
oggi è l'anniversario della morte della mia ultima relazione pseudo-matrimoniale...
3 anni fa stavo conciato benino, vai!
che legnata!!!
3 anni... eppure ci penso ancora alla stronzazza... porca troia!
stasera volli andare a volger lo sguardo colà ove ella un dì sparì per sempre.
salutandomi mi disse:
- a presto!
avevo già deciso che non ci sarebbe stato un altro incontro... ma non glielo dissi!
non dissi niente... dentro di me pensavo:
- quanto sei bella! se esistesse una giustizia divina, meriteresti all'istante di diventare gobba, calva e con un prolasso alla palpebra!
non dissi niente... dentro di me pensavo:
- ognuno i conti li fa con se stesso...
ma lei era ragioniera, e i conti li faceva solo agli altri!
stasera ho visto luchino, l'uomo presente, l'uomo che c'è sempre per la donna che ama: lei chiama, lui risponde!
il rifugio sicuro di una donna insicura...
lo trascura, lo caga poco, lo ignora!
...e quando ha da far "di meglio" non lo chiama
...lui soffre!
chissà se un giorno riuscirà a volersi un briciolino di bene, dire alla "sua" morina:
- ciao ci vediamo! ...e fra se pensare:
- troia, sto cazzo ci vediamo!
chissa...
l'altra notte ho fatto un sogno
vivevo con la gamba sinistra ingabbiata in una specie di tutore di cuoio... tipo le ghette per andare a cavallo, ma molto più rigido. me lo ero messo tanto tempo prima per protezione dopo un terribile incidente in cui avevo rischiato di perdere la gamba.
adesso non ce n'era più bisogno, ma era come se fosse diventato una parte del mio corpo (tipo la maschera di dart fenner)... avevo imparato a conviverci
riuscivo più o meno a farci tutto: nuotare, correre, guidare... semplicemente non ci facevo più caso, nonostante non fosse certo bello da vedersi.
decido che è il momento di toglierlo!
fra i lacci dietro che stringevano la ghetta si era depositato di tutto: capelli, penne di piccione... da vomito!
lo tolgo. davanti sullo stinco c'erano delle cannuccette che infilavano sotto pelle, lentamente le sfilo, non sento male perchè la pelle è diventata gelatinosa; lo strato di carne più esterno è viscido e molliccio, ma tutto sommato mi sembra "normale" è solo un fatto superficiale... estetico! dentro le ossa sono dure e i muscoli belli tonici; sono tranquillo che in poco tempo la gamba riassumerà colore e consistenza decenti.
continuo a guardare... le cicatrici rimarranno a lungo, probabilmente per sempre... poco male... anzi!
mi alzo in piedi... sensazione strana... libero e vulnerabile...
sono ultra-tranquillo: mi sono liberato di un ausilio che un tempo era stato utile ma che poi era diventata solo un'inutile schifezza!
"io son io, te sei te!" ...caro amico questa è una frase che contestualizzata nella nostra discussione avrebbe senso nel caso io fossi un essere umano, te un criceto, un coleottero, una pianta di basilico... o viceversa!
ma... dal momento che io son omo e il mi cervello risponde alle leggi dell'elettro-chimica cerebrale dell'essere umano e te pure... o caro amico, hai sparato una evidente, plateale, enorme cazzata!
questo più o meno è quello che pensavo provando ad affondare leggermente in quello sguardo opaco come il vetro tipico di una porta che non hai bisogno d'aprirla per sapere che dietro non c'è il salotto ma il cesso!
questo più o meno quello che pensavo, ma l'ondata di caldo improvvisa mi ha impigrito tremendamente; in questi giorni non ho voglia di far niente, solo di mangiare!
e allora gli ho detto: "complimenti, bravo!"
- fu lei a lasciarti, vero?
- ...
- quanto tempo fa ti ha lasciato?
- un annetto!
- quanti anni eravate stati insieme?
- 5
- e... ti ha fatto piacere vedere la tua ex ballare la salsa con il "tipo che sta frequentando"?
- ma che cazzo vuoi... mica tutti siamo dei primitivi come te... io son io, te sei te!
sovente infarcisco le mie brillanti conversazioni con le ottime argomentazioni dei miei post. quando proprio non so più che dire o è una serata che mi sento particolarmente triste e depresso, tiro fuori il racconto dei miei traumi infantili nel percorso della scuola dell'obbligo.
per circolarità di informazione... ecco qua!
io l'asilo non l'ho fatto; la mi nonna faceva finta di portarmici e invece mi teneva a casa e mi diceva di stare zitto e non dirlo alla mamma. quelle poche volte che c'andavo non giocavo a pallone coi maschi, volevo spogliare le femmine (una in particolare) ma scappavano e sicchè stavo sempre solo... cioè... una si faceva fare tutto ma con lei non c'era gusto!
un giorno la maestra (che perse il nobel per un soffio) mi vide a fare questo gioco e mi sgridò orribilmente di fronte a tutti... un trauma!
la prima elementare non l'ho fatta perchè in famiglia ritenevano che fossi troppo intelligente; a sei anni mi segnarono direttamente in seconda.
la seconda però non la feci a causa della tigna che quell'anno mi aveva completamente impiagato testa e corpo... entrai a scuola giusto poco prima dell'estate.
di questi anni ricordo la solitudine, i fumetti e i corridoi immensi della fredda casa dove abitavo che percorrevo con la biciclettina tipo shining.
in terza elementare iniziai ad andare a scuola. coi bambini non ci sapevo giocare e poi erano tutti un anno più grandi di me. mammina secondo i dettami della cultura pipe&flowers, mi aveva cresciuto tipo bestiolina; un giorno la maestra (anche lei perse il nobel per un soffio) mi vide fare la pipì su un albero in giardino e mi sgridò orribilmente di fronte a tutti... un trauma!
degli ultimi 2 anni di scuola elementare ricordo i primi 2 veri amici per la pelle: lorenzo e simone, la promessa di non lasciarci mai e la scoperta del meraviglioso mondo delle seghe... in particolare mi ricordo la faccia attonita di mia nonna di un pomeriggio d'estate in cui credevo fossero andati tutti a riposare!
il piccolo equilibrio si frantumò con le scuole medie, finii solo senza vecchi compagni in una classe di teppisti, in una scuola di teppisti! avevo scelto come oggetto transizionale, unico conforto in quell'ostile mondo di piccoli prepotenti ricattatori pezzi di merda, un coltellino a scatto che tenevo nascosto nella fodera del cappotto. alla prima occasione che dovetti usarlo, un professore (che perse il nobel per un soffio) mi vide e fece un casino orribile di fronte a tutti (e di fronte ai miei)... un trauma!
dell'ultimo anno di scuola media ricordo l'amicizia con fabio, le litigate... le botte!! non si diceva ma la silvia ci piaceva a tutti e due... lei (zoccoletta) si divertiva a metterci contro, poi andava con la compagnia di quelli più grandi col motorino e io e fabio si tornava amici per la pelle.

il mi zio è entrato nella fase della vita dei racconti, come anche faceva il suo zio, il prozio omero, solo che lo zio omero raccontava della guerra ed ero bambino, il mi zio invece racconta di cose che un pochino mi ricordo: il cartolaio alto 1 metro e 50 che vendeva le palline dell'albero di natale, la vecchina che campava rivestendo i bottoni e altri personaggi che c'erano fino a 30 anni fa in san frediano, la parte più popolare e bottegaia di firenze bottegaia.
gente semplice, brava gente, buona gente!
io al mi nipotino invece gli racconterò della cassiera bona del centro commerciale con la divisa attillata 2 taglie sotto, che muove le mani tipo genshia... oppure? come si fa ad essere "brava gente"... buona gente? non c'è n'è il tempo e l'ambiente è troppo dispersivo, se qualcuno fosse buono sarebbe molto difficile anche solo accorgersene!
venerdì ero in piccionaia... il top del top: area vip della discoteca più "in" di firenze; una figata: se a una ragazza piaci ti viene a ballare davanti, si tira su i capelli e ti ci spolvera il muso voltandosi metodicamente ogni 20 secondi per dare occhiate conturbanti. indi 2/4 minuti di tempo (contati) per appoggiare l'adamitica attrezzatura sul didietro della fanciulla... in caso contrario quella se ne va scazzatissima: mica può perdere tutta una serata dietro a un pappamea!
ci tengo a precisare che in questi posti ci vado rarissimamente. io vo all'omi: il dancing del circolo arci. lì apparte baffino che però c'ha lo sguardo a cane bastonato scacciafiga, gli unici òmini decenti siamo noi... il clima è decisamente più rilassato!
si corre, si corre, ma dove si corre? nella migliore delle ipotesi a vedere il grande fratello, perchè a volte capita anche di correre per raggiungere la dolce metà... magari scelta proprio col metodo "appoggino"!
- te non ti puoi immaginare come mi sento in questi giorni... non so se faccio bene a raccontartelo...
- (citando matrix) tutto quello che mi dirai è per tua utilità, solo per tua utilità... considerami un oracolo!
- (seria) ...ok allora ti racconto! la scorsa settimana mi ha scritto un messaggio t.: dice che mi vuole sempre bene e stava partedo per il brasile... ti rendi conto?
- no! chi è t.?
- il mio unico, grande, enorme amore...
- ahahah... pesava 100 chili?
- (sempre assolutamente seria) 102! era ingrassato per amore! in un anno ha preso 20 chili perchè mi amava alla follia, e io amavo lui!
- poi è finita...
- sì, l'ho lasciato perchè non mi faceva uscire di casa, dovevo sempre stare in casa con lui. lui era molto dolce ma anche un po' depresso... non si faceva mai niente...
- playstation?
- ...oppure trombare!
- e dove l'avevi conosciuto sto gioiello?
- al supermercato! colpo di fulmine: lui mi dice "ciao", io "buonasera", poi ha aspettato fuori che finissi di fare la spesa...
- ...
- ora finalmente è riuscito a andare in brasile... ti rendi conto??? è meraviglioso!!!
- sì... mi rendo conto!!!!
1:7
oggi una mia amica è partita per un viaggio di 3 mesi in india.
non lo dice ma va a trovare un tipo di cui è follemente innamorata che si chiama baygon; classico sciupafemmine che ha abbondantemente varcato la soglia degli anta e che inizia a porsi qualche problemino esistenziale.
questa mia amica non si fa troppe illusioni e infatti è partita fondamentalmente perchè aveva voglia di fare un viaggio "...poi se capita capita! se capita di incontrarsi... meglio! ma non vale neanche la pena di pensarci: vedremo!"
sono sei mesi che tutte le volte dice che non vale la pena di pensarci!
insomma... una tipa a cui la vita ha insegnato a volare basso... arriverà in india con un aereo supersonico ma il pilota l'ha rassicurata che voleranno così bassi che dal finestrino potrà toccare i palloncini dei bambini!
poerella anche lei a capodanno si lamentava di un 2005 scarsuccio: 1 settimana felice (quella col baygon) per la quale c'è stata male 1 mese e mezzo. poi... calma piatta!
non fa una grinza... il rapporto torna:
1 settimana di felicità e 7 settimane di merda;
1 mese di gioia, 7 di merda...
io le ho augurato un 2006 strepitoso.. ovviamente però poi fino al 2013...
on the air... puzza di cavolo!
se non ricordo male, la medicina ayurvedica dice che bisogna consumare solo alimenti freschi e di stagione; i cibi confezionati o surgelati da un punto di vista energetico sono "morti" e non apportano alcun beneficio. sabato mattina mi sono recato al mercato di sant'ambrogio e, amorevolmente, ho comprato tutte le verdure fresche che adesso stanno, amorevomente, cuocendo in pentola a pressione per fare una zuppa per una cena che 1 su 7 si farà domani sera... ecco... anche se si rimanda... no problem: semmai... la sbatto in freezer!!
voce narrante. ripresa dal basso verso l'alto del puzzle completo(il puzzle raffigura un fotomontaggio di lui con la faccia da schiaffi su un corpo da culturista):
nell'era del sonno pesante delle coscienze, dell'emulazione collettiva dell'icona del personaggio smaliziato e vincente, il provare a fare le cose "per bene" spesso è un puro, cupamente vuoto esercizio di "stile"; il premio di consolazione di chi non potendo più essere (ammesso che lo sia mai stato) sfacciatamente bello della bellezza della verde età, può almeno invellettarsi con la piacevolezza dell'"ordinato"...
- "ho deciso di donarti il mio puzzle preferito... si, proprio quello, quello da 10.000 pezzi! te lo voglio far vedere, ci tengo: è bellissimo!"
lei è felicissima, non riesce a trattenere le lacrime. lo guarda in adorazione.
- "grazie... desideravo quel puzzle più di ogni altra cosa al mondo!"
voce narrante. lui guarda in camera prima ebete-felice poi ad un tratto accigliato.
gli viene in mente però che manca qualche pezzo
voce narrante (dettaglio dei tasselli mancanti in un angolo e sul cuore):
"... forse li ha persi, probabilemte non ci sono mai stati... così è: mancano dei pezzi, cazzo!! pochi... 3 su 10.000... ma mancano ...è fastidioso... il disegno quasi scompare perchè l'attenzione si fissa tutta sui vuoti... sull'imperfezione!"
lui accigliato lei felicissima
- "che palle!! e ora che faccio? uff!! dai non mi va... se te lo dico sembra che te lo voglia dare perchè è INCOMPLETO... andiamo avanti... per ora!"
voce narrante con lui che cerca di infilare delle tessere che non entrano nel puzzle:
quante volte capita di metter giù un pezzo e rendersi conto che ..."quasi"!! azz... verrebbe voglia di lasciarcelo!
pp lui con tessera in mano e sguardo misto ebete-diabolico:
- "e se per questa volta ce lo lasciassi?"
voce narrante lui che guarda in basso, lei che piangendo e urlando prende le tessere del puzzle e gliele tira addosso:
tentazione luciferina... gran cosa il libero arbitrio!
la fine è scontata, il giudizio della vicenda negativo. il giudizio:
1 - "un coglione patetico che se l'è meritata!"
2 - "un povero coglione che inseguendo il suo ideale romantico di "completezza perfetta" ha pagato fin troppo caro i suoi sogni!"
3 - "non era un coglione, era uno STRONZO! solo uno dei tanti, tantissimi stronzi, falsi, vigliacchi di cui è pieno il mondo!"
è il soggetto per il prossimo corto. c'ho un mal di testa! è tutto il giorno che mi fa male! ora vo a letto, domattina si fa la corsa firenze-fiesole-firenze; secondo me c'è la neve ci vorranno le scarpe chiodate!
la prima cosa che farò nella notte di capodanno del 2000? semplice! ore 00:01 del 2000... le telefonerò! e le dirò che sono passati 5 anni dall'ultima volta che l'ho sentita, 5 anni di silenzio dopo 5 anni che non era passato giorno che non avevamo passato insieme, e che non m'interessano le parole nè tanto meno sapere che m'ha perdonato, ma solo il pensiero che un giorno qualsiasi per un motivo qualsiasi io potrei capire di non avere mai più la possibilità di rivederla ancora... allora.... io allora almeno volevo dirle che non la dimenticherò mai. MAI!
mi ricordo che quasi albeggiava in quella traversa di via bolognese da cui si vede tutta firenze, pincfloid a palla, alcuni a fumarsi la canna della staffa e io appoggiato sul cofano a sputare in aria e a pensare a quanto ero schifoso, codardo e inetto... la telefonata non l'avevo fatta!
e oggi 29 novembre 2005 (pur con profondo rispetto) aggiungo: PER FORTUNA!
beh... domani potrò farle gli auguri... normalmente! è una ganzata!! e poi c'è anche un'altra cosa... quella cosa, là... pugno stretto, sguardo penetrante, voce ferma: "io non ti dimenticherò mai!"... cioè, dai... non è che sia una cosa sosì difficile, eh...
linee guida della mia essenza profonda, capacità decisionali e ordine gerarchico nel compimento delle azioni (piccole e grandi):

in linea con il periodo dell'anno, mi sembra che molte persone
...forse però... era meglio se iniziavo con: ho una dispercezione percui...
oppure... in questo periodo faccio particolare attenzione a... uff...
malinconia, MALINCONIA!
vedo a giro molta malinconia...
e mi chiedo: - perchè?
oppure: - sono io che faccio particolare attenzione a persone e momenti malinconici?
o ancora: - sono io che vedo proiettata la mia malinconia negli altri?
non rispondo, voglio parlare della MIA malinconia, mica quella degli altri...
sì, ce l'ho i miei momenti di nostalgia, prediligo canzoni "purga", energia ne ho poca!
nel processo evolutivo e di rinnovamento degli ultimi anni che, da una persona tipo piramide di granito con le radici ancorate al centro della terra, mi ha rimodellato in una persona seppur sempre rigidina... ma insomma decisamente più flessibile... questo processo che consiste principalmente nello svestirsi dell'inutilmente pesante e del pesantemente inutile... insomma... gli inutili pesi dei ricordi di un passato idealizzato... che, a scopo didattico, spiego che non significa dimenticarsi le cose, ma riconsiderarle e ricontestualizzarle in una lettura un po' più obiettiva, in cui l'attenzione pian piano si sposta dal ricordo in se ad alcuni "elementi sgradevoli" che fino a quel momento si era deciso di non vedere o di classificare come "particolari irrilevanti" e che, ovviamente, invece non lo sono e che costituiscono la via o le vie evolutive... (mi sa che manca il periodo principale, ma si fa finta di niente che non se ne accorge nessuno)
dicevo... ora che sono evoluto spiritualmente non mi viene più tanto di pensare
- "ahhh, come era ganzo quando..."
- "aahhh... come stavo bene allora...."
e quindi concludendo, non avendo un passato di cui provare nostalgia, il mio stato d'animo non lo definirei "malinconico" quanto piuttosto caratterizzato da tratti "leggermente depressivi"!
ma... dato che si tratta di un percorso evolutivo in cui la psicoterapia me la faccio da solo e al posto degli psicofarmaci faccio abuso di sport, non si può dire che il risultato è la depressione... che figura ci faccio??
non è depressione... è desiderio di semplicità... semplicità evoluta!
ho un po' cambiato gusti... che maturando è anche naturale; cose che prima erano essenziali, che bramavo, adesso hanno perso parte della loro attrattiva. altre cose che prima, dovendole fare per forza, percepivo come tremende imposizioni, adesso mi ci dedico con spirito diverso...
non solo nelle cose, ma anche nella scelta delle persone e delle amicizie: sono meno categorico nel negare attenzione a persone che definivo piatte... ovvero sono in grado di apprezzare differenze di tonalità che prima non vedevo.
rimango sempre affascinato dalle persone (e in particolare le donne) luciedombre, ma ognitanto accedere un attimo la luce non è peccato mortale e non si perde chissà quale magia...
che sconclusionizzazione
disfattista! c'era stata la festa di compleanno di un compagno di classe, credo in seconda elementare. io avevo spazzato le briciole da sotto i banchi; una bambina mi disse: - "questa è una cosa da femmine!" e allora con stizza e vergogna sparpagliai tutto il monticino di sporco!
è la fine che vorrei far fare ai sanpietrini con cui ho lastricato la mia viuzza corta, stretta, in salita e bozzerellosa!
pessimista! ...quant'èbellagiovinezzachesifuggetuttaviachivuolesserlietosiadidomannonc'ècertezza....
già l'oggi e lo ieri non facevano proprio faville, ma in confronto a quello che ci aspetta domani di sicuro... mill'ori!! la mia visione dal globale assoluto della razza umana nei confronti del pianeta terra nel contesto del sistema solare, allo specifico dei miei rapporti interpersonali, dei miei hobbies, del lavoro in cui ogni giorno tutti noi poveracci si prega affinchè all'interno della cara azienda certificata iso9001 si faccia un bello sterminio, passando dalla politica liberista del governo, ecc. ecc... il quarto episodio di guerre stellari s'intitolava "una nuova speranza" ma per ora siamo imbullettati al terzo episodio: il lato oscuro regna sovrano!
insofferente! ma quante cazzate mi tocca di sentire??? ma si può ragionare con persone che dicono cose tanto per dire... ma c'hai pensato a quello che stai dicendo o lo ripeti solo perchè l'hai sentito dire a qualcuno e il suono di alcune parole ti ha incuriosito... ascolti cosa dico? ho un pessimo giudizio? ti giudico "inconsapevole"? guarda, che se poi ne rendi conto, se lo fai volontariamente, che sei?? un demonio?
malinconico! adoro le giornate lunghe col sole fino a sera tardi. i giorni che preferisco sono quelli a cavallo dell'equinozio di primavera chè c'è il sorpasso della luce sul buio e ogni giorno è sempre un po' più lungo. anche le giornate di gennaio mi piacciono, sono corte, ma si allungano! le giornate di agosto invece mi mettono angoscia perchè il sole ogni giorno cede un pezzetto, e d'agosto il sole è tutto... in autunno ci si alimenta anche con la malinconia, la stufa, le coperte, un abbraccio affettuoso... e guarda un po', invece io voglio essere depresso a agosto!!
the silent flute - messaggi da forze sconosciute - Richard Moore - USA 1978 è un tentativo di descrizione della via evolutiva del guerriero. il film non è un granchè soprattutto perchè è recitato decisamente male, ma ci sono degli spunti interessanti; il maestro cieco si muove con assoluta sicurezza, intuisce e predice cose che per gli altri non sono assolutamente comprensibili.
la sua sicurezza nasce dalla conoscenza di ciò che lo circonda; in altre parole non è il personaggio del videogioco ma il giocatore che ha provato e riprovato lo schema... il nirvana di salvatores... o il nirvana della cultura orientale.
l'altra cosa (che non ricordo neanche bene se era proprio così) "non si può camminare per due volte sullo stesso lago" è il paradosso che potrebbe contenere il significato di evoluzione e il senso vero e proprio della vita; le cose, i momenti che determinano la nostra esistenza sono pochi... attimi. a volte bisogna prendere una decisione, fare una scelta, spesso no... il secondo dopo che l'evento si è compiuto non è più reversibile... è storia! in realtà però la vita non è condizionata solo da questi eventi, ma da tutto quello che ci sta in mezzo; lo scacco matto non dipende dall'ultima mossa, ma da tutte dall'inizio della partita, e da tutte le mosse delle partite precedenti che ho fatto nella mia carriera di scacchista, chè se quella era la prima volta che prendevo gli scacchi in mano sarà molto difficile che riesca a battere il campione del mondo. rimane però vero che è nello scacco matto che io sono il vincitore o il perdente.
un medico chirurgo impara prima a fare operazioni più semplici tipo appendiciti, poi quelle più complesse e si spera di non incontrare da paziente chi ragiona: - "le appendiciti non mi riescono perchè non mi piacciono, da domani faccio i trapianti di cuore! a chi tocca?" eppure c'è chi ragiona così e per sfuggire alla realtà delle cose che non riesce a fare nella vita, s'incasina ulteriormente in un disastro totale... ma tutto molto confuso che così non si capisce bene e poi ci sono le attenuanti del caso... se ti more uno per un'appendicite finisci in carcere, ma se ti crepa uno per un trapianto fantascentifico... beh.. ci ho provato! ma ci poteva provare anche mio zio che è dottore in sociologia!!
camminare sul lago significa fare una cosa che non si sa fare: è un'esperienza che aumenta la nostra conoscenza quindi non ne abbiamo conoscenza (almeno non ne abbiamo piena conoscenza)... non si può fare 2 volte perchè anche se uno avesse la possibilità di rifare l'esperienza non sarebbe la stessa persona, perchè la sua conoscenza è diversa... come se fossi stato bocciato all'esame di terza media e volessi rifarlo adesso: non sarei lo stesso!
detesto ideologicamente dal più profondo del cuore i centri commerciali, gli ipermercati e tutti i sistemi globali... però poi quando mi ci trovo a quattrocchi per lo più anche i bottegai mi stanno parecchio sui coglioni. il mercato, sì, mi piace il mercato di sant'ambrogio, a volte il sabato mattina ci vado... a volte...
invece spesso faccio la spesa al pennimarchet che sta a 100 metri dal mostruoso centro commerciale della coop sorto sulle ceneri dello sgomberato "leonka fiorentino": il centro sociale CSA viale giannotti... ma questa è un'altra storia!
come tutti gli ardiscaunt già prima era un sistema traballante con spese ridotte all'osso, poi, dopo l'apertura del mega ipercoop, a mio avviso, la sopravvivenza della baracca è determinata dalla capacità camaleontica, autorigenerativa e un po' naif del gruppetto di ragazzi che la gestisce; tutti molto giovani che con lo spirito del "si fa quel che si può" rispondono laconicamente agli sguardi infuriati dei 30 clienti in coda all'unica cassa aperta, e via... avanti il prossimo!
un paio d'anni fa il mio bancomat mi pareva molto deteriorato; per non correre rischi prima di partire per le vacanze decisi di sostitiurlo. in banca il commesso mi spiegò che ci sarebbero voluti almeno 3 giorni lavorativi per ottenere l'attivazione del nuovo, e non avendo quel tempo non ne feci di niente, anche perche il solito commesso mi fece vedere il suo che all'epoca era molto peggio del mio. ovviamente da allora me ne sono strafregato, anzi ho iniziato a considerare ogni pezzetto sfrangiato o staccato della banda magnetica un segno di distinzione... un pirsing al bancomat! ultimamente però nella parte destra probabilmente a causa di infiltrazioni di acqua o a causa del fumo delle candele e degli incensi si era verificato un distacco dell'affresco raffiguarante la striscia magnetica di circa 1 centimetro e iniziava a darmi dei seri fastidi del tipo che nella migliore delle ipotesi andava strusciato una decina di volte nella macchinetta prima di ottenere il consenso al pagamento; era evidente che stavolta non ne poteva proprio più...
occorreva un... RESTAURO!!
venerdì pomeriggio dopo 35 minuti di coda raggiunsi finalmente la cassa; 8 sacchetti di spesa post-ferie, post-frigo-scongelato nel carrello e 20 euro scarsi nel portafoglio... pago col bancomat...
- "no, riprova, dai... è un po' difettoso, fa sempre così..."
...dopo tot tentativi e la gente in coda che iniziava a sbuffare...
- "...deve funzionare per forza, cavolo... l'ho anche restaurato!!"
la cassiera che aveva inserito la carta meccanicamente solo in quel momento vede la patacca di scotch e mi fissa dritto con quegli occhioni ai quali più di una volta mi sono scoperto particolarmente sensibile, ma che nell'occasione comunicano un misto di disgusto e compassione per la globalità della mia persona fisica e morale...
- "guarda... COSI'... non può funzionare!!"
- "..."
la mossa successiva è stata quella di staccare lo scotch che tipo striscia depilante si è portata via tutto...
ho lasciato 2/3 della mia spesa e me ne sono andato con i 6 sacchetti rimasti vuoti sul capo. fra i ruggiti della folla in coda urlante: "a morte! a morte!" in tutte le lingue europee e non della clientela plurietnica tipica dell'hard discount!
oggi pomeriggio funerale di stato al vecchio cartellino e bancomat nuovo di pacca tutto bello rosso corsa; per fortuna adesso te lo danno subito!
poi, dato che mi conosco e so perfettamente che dopo una figura di merda se non ci torno subito in un posto, non ci torno più, e dato che comunque la spesa dovevo ancora farla,
torno al penni...
...mi metto in coda...
...la cassiera è un'altra...
peccato... eh, eh! avrei voluto fargli vedere la mia carta nuova...
- "cazz... com'era il nuovo numero?"
- "***... no! aspè....
- "cazzo! cazzo! cazzo!... NON ME LO RICORDO!!!"
prima di fare una figura peggiore esco dalla fila (ero quasi arrivato a metà) dicendo che ho dimenticato il portafogli a casa, rimetto tutto negli scaffali e me ne vado...
...in silenzio...
...zitt!!
...sshhh...
fino a qualche tempo fa il moroso diventava fidanzato allorchè veniva presentato (più o meno ufficiosamente) ad amici e parenti.
- da dove viene? cosa fa? dove vive? (la mamma).
- è bello? tromba bene? (l'amica del cuore).
eniuei... nel bene e nel male il giudizio aveva un peso rilevante; si poteva osteggiare alla morte come romeo e giulietta, ma non si poteva eludere.
oggi se il tipo che si frequenta va bene, lo decide... il cane!
- "...vedessi le feste che gli ha fatto... come volesse dirgli dove cazzo eri finito in queste 3 settimane???"
- "eh... sì... gli sei mancato tantissimo!!"
- eh??? ma... chi? cosa?!? il cane? IL CANE??? cazzo dici???
SLAM!!!
in 2 secondi netti passi dalla sbavatura del cane sulla mano alla porta sbattuta nel naso (non so che è peggio...).
sulla base della mia modestissima esperienza potrei definire la cosa un evidente ed inconfutabile dato di fatto al quale avevo associato un giudizio di pessima rassegnazione sullo stato del connettivo sociale dei nostri giorni:
i genitori son rincoglioniti... c'hanno da pensà ai loro di cazzi... dopo il divorzio... non esiste altro se non l'idea dell'amore trafugato e occultato ai loro occhi nei 40 anni di matrimonio... e che ora devono disperatamente rincorrere... prima della data di scadenza delle confezioni di viagra comprate a stock su e-bay.
l'amica del cuore... come potrà mai esprimere un giudizio sul mio moroso?? e quando mai l'ha visto lei il mi moroso??? il martedì e il giovedì sera va a fare idrospinning e lui le altre sere non può per impegni di lavoro... quando mai potranno incontrarsi???
rimane il cane e la relazione che riesci a costruire con lui!
gli passi il filo interdentale dopo che ha mangiato la "tua" bistecca e gli porti la ciotolina di latte della buonanotte nella cuccia?? forse se sei anche abile coi lavoretti domestici puoi sperare che la padrona te la dia quasi 1 volta al mese!
il simpatico quadrupede ti porta spontaneamente ai piedi la sua sbiascicata pallina preferita?? puoi star sicuro che lei accontenterà anche la tua più piccola e insignificante libidine sessuale!
già, perchè giochi e ruoli si stabiliscono in poche battute: di default il cane è il miglior compagno possibile... vediamo poi come ti adatti tu nelle sue piccole "mancanze"
- grosso: da sicurezza... mica come certi omini di 56 chili!!
- io sono la padrona: non mi tocca continuare la farsa della parità dei diritti!
- è più onesto, sincero e fedele dell'omo medio!
- sono più disposta ad accettare le sue "marachelle!"
- non parla: non dice sproloqui!!
all'omo, effettivamente gli rimane poco...
...
quasi quasi mi piglio una canina pure io!!
un giorno, tanto tempo fa, trovai per strada una spilla; una spilla che giudicai "meravigliosa". era metallica... credo d'argento, piuttosto grande con una fantasia floreale. l'attaccai al taschino del giubbotto. la guardavo sempre quando me lo infilavo o sfilavo, quando mettevo qualcosa nel taschino, ma a volte mi cadeva l'occhio anche così distrattamente... solo per guardare una cosa bella. aveva un gancio molto morbido... ed era il perchè l'avevo trovata per strada. un paio di volte mi accorsi che era aperto e la spilla stava per andarsene.... cosa che puntualmente accadde!
il mio cruccio è che ricordo che mi piaceva tantissimo, ma non ricordo com'era fatta... non posso disegnarla!
è più bello il ricordo della sensazione di aver avuto a che fare con qualcosa di bello, che il ricordo della cosa bella in se.

